Emergenza caldo, i sindacati degli edili: “Controlli reali, soprattutto in vista di fine Pnrr”
āĆ necessaria unāazione tempestiva e coordinata che possa assicurare che le misure di prevenzione non restino sulla carta, ma trovino piena applicazione nei cantieri e nei luoghi di lavoro per affrontare ondate di calore sempre più intense e prolungate, settimane di caldo estremo anticipate e ormai ricorrenti. Una condizione nota, conseguenza diretta del cambiamento climatico, che incide negativamente sul benessere e sulla sicurezza di chi lavora, ma che continua, ogni anno, a essere affrontata con misure episodiche e di corto respiro. E anche a fronte di provvedimenti specifici, la distanza tra norme e realtĆ resta evidenteā.
I sindacati delle costruzioni, Fillea Cgil Umbria, Filca Cisl Umbria e Feneal Uil Umbria tornano a richiamare lāattenzione delle istituzioni regionali sulla situazione che si sta registrando in numerosi cantieri e luoghi di lavoro del territorio, dove, nonostante lāentrata in vigore dellāordinanza regionale sul rischio caldo, ācontinuano a pervenire segnalazioni di attivitĆ lavorative svolte in condizioni che appaiono incompatibili con gli strumenti di tutela finora previstiā.
L’ordinanza regionale
La nota arriva a seguito della recente ordinanza regionale, con la quale la Regione Umbria – ovviamente non solo per l’edilizia – con il contributo tecnico della Direzione regionale Salute e Welfare ha disposto fino al 15 Settembre il divieto di lavoro dalle ore 12.30 alle ore 16 nei giorni e nelle aree del territorio regionale in cui la piattaforma Worklimate segnala un livello di rischio āaltoā per lavoratori esposti al sole con attivitĆ fisica intensa. “L’ondata di calore anomala di questi ultimi giorni ed il cambiamento climatico incide direttamente sulla salute – ha sottolineato la presidente di Regione Stefania Proietti – oltrechĆØ sullāorganizzazione del lavoro e sulla sicurezza nei luoghi produttivi. Le alte temperature, lāumiditĆ e lāesposizione prolungata al sole espongono lavoratrici e lavoratori a stress termico, colpi di calore e infortuniā.
Lāordinanza sostituisce amplia il perimetro delle tutele, le misure giĆ previste per agricoltura, florovivaismo e cantieri edili allāaperto vengono estese anche alle cave, alla logistica limitatamente ai piazzali destinati in via esclusiva e permanente al deposito merci, e al settore delle consegne tramite biciclette o mezzi a pedalata assistita
Più controlli e azioni immediate per far rispettare e regole.
I sindacati del settore edile però dipingono un quadro giĆ ben oltre il limite. āLe informazioni raccolte attraverso le strutture territoriali e dai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza ā sottolineano Ā Elisabetta Masciarri, segretaria generale di Fillea Cgil Umbria,Ā Emanuele Petrini, segretario generale di Filca Cisl Umbria, e Alessio Panfili di Feneal Uil Umbria ā evidenziano casi in cui si continua a lavorare senza unāadeguata rimodulazione degli orari, senza pause sufficienti, senza aree ombreggiate e senza tutte le misure organizzative necessarie a ridurre il rischio di stress termico, malori e infortuni. Una condizione grave che si verifica nei cantieri, su ponteggi, coperture, scavi, strade e superfici esposte, ma che non riguarda soltanto il lavoro allāaperto. Nelle fabbriche, nei capannoni e in tutti gli ambienti chiusi le temperature interne possono diventare roventi senza unāadeguata climatizzazione e organizzazione del lavoro, diventando un fattore di rischio documentabile e misurabileā. Fillea, Filca e Feneal chiedono quindi ālāattivazione immediata di una campagna straordinaria di controlli nei cantieri e nei luoghi di lavoro maggiormente esposti, il coordinamento tra Asl, Ispettorato del lavoro, Inail e organismi competenti per verificare il rispetto dellāordinanza regionale e delle norme in materia di salute e sicurezza, e la convocazione urgente di un tavolo regionale con le organizzazioni sindacali e le associazioni datoriali per monitorare lāeffettiva applicazione delle misure di prevenzione e individuare ulteriori interventi necessariā.
āLāordinanza regionale sul rischio caldo rappresenta un passaggio importante ā proseguono i segretari Masciarri, Petrini e Panfili ā, ma non può restare un atto formale. Deve tradursi in controlli reali, prevenzione effettiva e organizzazione del lavoro coerente con la necessaria adozione di misure di adattamento compatibili alla situazione climatica. La salute e la sicurezza non possono essere affidate esclusivamente alla sensibilitĆ delle singole imprese, nĆ© subordinate alla necessitĆ di rispettare tempi di consegna, produttivitĆ e cronoprogrammiā. āĆ questo uno dei nodi più critici ā proseguono i sindacati ā, troppo spesso si lavora a ritmi serrati e sotto pressione, scaricando sulle lavoratrici e sui lavoratori il peso delle scadenze. Una fase complessa, segnata anche dallāapprossimarsi della conclusione del Pnrr. Da qui lāurgenza che le interruzioni dovute alle ondate di calore e alle condizioni climatiche estreme vengano previste giĆ in fase di programmazione e calendarizzazione dei lavori, evitando che il rispetto dei tempi si traduca in un aumento dei rischi nei cantieri. Le misure assunte dal Governo nazionale confermano purtroppo un approccio ancora una volta tardivo e insufficiente. La reintroduzione, solo il 22 giugno, della possibilitĆ di ricorrere alla cassa integrazione in caso di stop dovuto al caldo, seppur utile, non risolve il problemaā.
Per questa ragione, i sindacati delle costruzioni ribadiscono anche āla necessitĆ , sul piano nazionale, di una legge organica capace di affrontare in modo preventivo, uniforme e strutturale il tema del lavoro in presenza di alte temperature. Ma nellāimmediato, sul territorio umbro, servono verifiche, vigilanza e scelte conseguenti e condivise. Ogni ritardo nellāattuazione delle misure di prevenzione può tradursi in un pericolo reale per lāincolumitĆ delle lavoratrici e dei lavoratori. La salute e la tutela di chi lavora devono venire prima di tuttoā.