A sottoscrivere l’ipotesi di accordo, che ora dovrà passare al vaglio delle assemblee dei lavoratori il prossimo 20 Marzo, le parti sociali del comparto
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Una mostra fotografica per sensibilizzare l’opinione pubblica dell’importanza di una formazione concreta per migliorare la sicurezza sul lavoro. Si chiama “La sicurezza sul lavoro in 30 scatti” e vede 30 scatti realizzati da Giuseppe Gerbasi esposti alla rocca Paolina di Perugia.
Inaugurata il 14 Febbraio alla presenza dell’assessore comunale allo sviluppo economico Andrea Stafisso e del consigliere Lorenzo Falistocco la mostra resterà visitabile fino al 16 Marzo. Il progetto mostra rientra nell’ambito del progetto di prevenzione “Donne sicure in cantiere la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali in un’ottica di genere” a cura di Inail Umbria e degli enti bilaterali per l’edilizia del territorio regionale, Cesf di Perugia e Tesef di Terni, in collaborazione con Ance Umbria.
L’obiettivo principale cui mirano gli interventi in programma è quello diffondere la cultura della prevenzione della salute e della sicurezza nel lavoro, fattore che concorre a definire un mindset collettivo abilitante nell’operare in settori produttivi, come quello delle costruzioni, che presentano un elevato rischio infortunistico e a valorizzare l’ingresso e la presenza delle donne: “La formazione si fa sul campo – sottolinea Giuliano Bicchieraro nella veste di vicepresidente del Cesf – bisogna creare i presupposti perché questo venga realizzato nei cantieri.
Stafisso aggiunge: “L’Umbria ha purtroppo un triste primato per gli infortuni sul lavoro – . Su questo tema, che troppo spesso fa notizia solo quando avvengono gli incidenti più gravi, non dobbiamo mai abbassare la guardia. Iniziative come questa del Cesf sono quindi fondamentali, perché è proprio partendo dalla sensibilizzazione che è possibile fare la necessaria prevenzione. Bisogna ricordare sempre un fatto: anche un solo infortunio sul lavoro è sempre uno di troppo”
Più sicurezza e più donne nei cantieri
Contestualmente, a Perugia, è stato aperto il concorso a premi “Donne sicure in cantiere” rivolto alle studentesse iscritte ai CAT (Costruzione, Ambiente e Territorio) e ai licei Artistici della regione Umbria su una rappresentazione libera (immagine, foto, disegno) associata a una sintetica frase esplicativa.
Le donne nei cantieri crescono, ma sono comunque ancora poche, una ogni 10 addetti e l’intera filiera che comprende anche le figure tecnico professionali conta il 12 percento di lavoratrici
Gli infortuni in rosa nel settore delle costruzioni sono circa 700 all’anno a livello nazionale, avvengono per lo più in occasione di lavoro, riguardano personale dipendente e colpiscono maggiormente le fasce di età tra 45-59 anni.
“La formazione di qualità e le nuove tecnologie aprono oggi nuove opportunità lavorative nel settore delle costruzioni – sottolineano dal Comune di Perugia – in cui anche le donne possono trovare la dimensione per esprimere al meglio caratteristiche e competenze, affermarsi professionalmente, raggiungere obiettivi economici migliori e contribuire allo sviluppo del sistema lavoro, contribuendo così a sfatare pregiudizi culturali consolidati. Si stanno aprendo quindi, ulteriori scenari per una edilizia moderna, qualificata, innovativa, tecnologica, sostenibile, sicura e per questo inclusiva. Ripensare le città, rigenerare i centri storici, progettare e costruire gli spazi del domani sono ambiti in cui la mente e le mani delle donne possono davvero contribuire a fare la differenza anche in termini di maggior sicurezza”
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L’obiettivo è quello di migliorare l’efficienza e la qualità delle opere pubbliche, rendendo i processi più trasparenti, ottimizzando tempi e costi e garantendo un controllo più puntuale su tutte le fasi
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Un importante passo avanti, sul fronte della sicurezza sul lavoro nel comparto edile è stato firmato presso la sede di Ance Umbria. Si tratta di un innovativo Protocollo di Legalità sui temi della sicurezza, della salute, della dignità e della regolarità del lavoro, del pieno rispetto delle norme negli appalti pubblici. Ad apporre la sigla sono state le sigle sindacali di categoria (Filca Cisl, Fillea Cgil e Feneal Uil), e le associazioni datoriali (Ance Umbria, Cna Costruzioni, Anaepa Confartigianato Umbria, Legacoop Produzione e servizi Umbria).
Il passo in avanti è dato dal fatto che l’accordo non è soltanto una enunciazione di principi, ma mira a promuovere una condivisione di intenti tra le parti per rafforzare la trasparenza, la qualità e la tutela del lavoro nei cantieri pubblici: “L’obiettivo – si legge in una nota congiunta – è quello di fenomeni di lavoro irregolare, garantire condizioni di sicurezza per i lavoratori, tutelare la dignità professionale e combattere qualsiasi tentativo di infiltrazione mafiosa o pratica distorsiva del mercato”. Al centro ovviamente il nuovo codice degli appalti e le linee guida per la sua corretta applicazione: “Questo accordo – dicono i sottoscrittori – è frutto di una ampia collaborazione tra le principali associazioni di rappresentanza delle imprese e le organizzazioni sindacali dei lavoratori, ambisce a diventare una bussola operativa per tutte le Stazioni Appaltanti che vorranno sottoscrivere il Protocollo, nella consapevolezza che solo il pieno rispetto delle norme da parte di tutte le imprese possa garantire sicurezza nei cantieri, dignità del lavoro, evitare distorsioni nel mercato ed assicurare la corretta esecuzione dei lavori oggetto di pubblico appalto“
Le parole del segretario Bicchieraro
Il segretario regionale di Filca Cisl Giuliano Bicchieraro commenta, congiuntamente con gli omologhi di Fillea e Feneal Elisabetta Masciarri e Alessio Panfili: “Si tratta di un protocollo importante, che mette al centro i lavoratori, la necessità di contrastare il lavoro irregolare, il dumping contrattuale e favorire il lavoro buono e di qualità. Un impegno condiviso – sottolineano – per assicurare che ogni progetto pubblico possa essere realizzato nel rispetto delle regole, valorizzando la qualità del lavoro e la legalità. Per questo l’impegno che chiediamo alle stazioni appaltanti che vorranno sottoscriverlo è quello di assumersi una responsabilità chiara: limitare il subappalto a cascata, garantire che le lavoratrici e i lavoratori, sia in appalto che in subappalto, abbiano gli stessi diritti e lo stesso trattamento economico e normativo previsto dal Ccnl Edilizia, sottoscritto dai sindacati di categoria e dalle parti datoriali e favorire il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa nelle gare d’appalto, superando la logica del massimo ribasso che troppo spesso porta a tagli su sicurezza, salari e condizioni di lavoro”
Rivendichiamo inoltre la necessità di una contrattazione di anticipo, non per burocratizzare il sistema, ma per prevenire contenziosi, tutelare i lavoratori e garantire che i cantieri operino nel rispetto delle regole fin dal primo giorno. Con questa firma, tutto il settore si schiera compatto per difendere e rafforzare i Contratti collettivi nazionali dell’Edilizia e la bilateralità, strumenti fondamentali per garantire diritti, sicurezza e dignità a chi lavora”.
Le altre dichiarazioni
Albano Morelli, presidente di Ance Umbria sottolinea come il protocollo “è un segnale concreto che l’attività delle costruzioni può e deve essere svolta all’interno di un contesto di regolarità, sicurezza e tutele contrattuali. È teso ad assicurare ulteriormente la sicurezza delle maestranze e la piena dignità del lavoro attraverso il pieno rispetto delle tutele contrattuali. Solo l’effettivo rispetto delle regole da parte di tutte le imprese può garantire un’effettiva concorrenza,
“Le pubbliche amministrazioni – evidenzia il presidente di Cna Costruzioni, Emanuele Bertini – possono avere un ruolo fondamentale nel garantire non solo il regolare svolgimento del lavoro nei cantieri, a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori”. Fondamentale, secondo Bertini, garantire le stesse condizioni di partenza. Gli fa eco Pierangelo Lanini, presidente di Anaepa Confartigianato Edilizia Umbria: “Non è possibile ammettere che le imprese corrette, che applicano il giusto CCNL, si trovino svantaggiate rispetto a chi pratica dumping”.
Sulla medesima linea anche Matteo Ragnacci, presidente di Legacoop Produzione e Servizi Umbria, il quale sottolinea come al centro dell’accordo sia soprattutto l’interesse pubblico a tutola della legalità e della trasparenza “anche ai fini – conclude – di prevenzione, controllo e contrasto dei tentativi di infiltrazione mafiosa e di verifica della sicurezza e della regolarità nei cantieri”
Alla luce di queste valutazioni, mondo delle imprese e organizzazioni sindacali auspicano che “il Protocollo possa essere recepito e condiviso da un numero sempre maggiore di stazioni appaltanti, diventando un punto di riferimento per l’intero settore dei lavori pubblici in Umbria”.
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