In Umbria salgono le denunce di infortunio sul lavoro. Petrini: “Aumentare i controlli e cambiare la mentalità”
La recente giornata nazionale delle vittime sul lavoro ha riacceso i fari sulproblema infortuni e morti bianche. L’Inail ha diffuso i dati generali che mostrano un quadro a due facce. Le denunce di infortunio sul posto di lavoro, esclusi gli studenti, sono state 3.839, contro le 3.630 dello stesso periodo del 2025: il 5,8% in più. Scendono a 10 decessi (lo scorso anno, nello stesso periodo, erano stati 14 nella regione). Di questi, 6 decessi sono avvenuti sul luogo di lavoro, mentre in 4 casi durante il tragitto (2 senza l’utilizzo di mezzi).
Nei primi sette mesi dell’anno l’Umbria risulta tra le regioni italiane con il calo più marcato dei casi mortali.
Il nostro comparto edilizia e costruzioni continua purtroppo a rappresentare una percentuale molto alta di casi, ben 722: nel 2025 è il secondo settore dopo la manifattura.
Secondo i dati della Regione il 54% degli infortuni nel comparto edile è legato a cadute dall’alto (da ponteggi, scale portatili, tetti o coperture). Seguono la caduta di oggetti e carichi (12%) e la perdita di controllo durante la guida di mezzi di cantiere (7%). Le malattie professionali accertate sono state 2785 complessive anche in questo caso con l’edilizia e le costruzioni ai vertici. Peraltro il dato è in aumento rispetto alle stesso periodo del 2025.
Nel 2025 ogni giorni sono stati riscontrati in media nella regione 28 infortuni e 12 malattie professionali.
Dati quindi che – nonostante la lieve flessione- non possono considerarsi in alcun modo rassicuranti.
Anche il dato sul quadriennio 2021-2025 preoccupa. La variazione degli infortuni è stata del +13,5%, con i casi mortali che sono scesi del 32% e le malattie professionali in aumento dell’88,5%.
La presidente della Regione Stefania Proietti ha ricordato che “Anche una sola vittima è una sconfitta per tutti. E non possiamo ignorare che gli infortuni continuano ad aumentare: significa che ogni giorno, nelle nostre aziende, nei cantieri, nei campi e sulle strade, troppe persone si fanno male. La crescita degli incidenti nel tragitto casa-lavoro ci dice inoltre che la sicurezza non finisce ai cancelli dell’azienda. Riguarda anche la mobilità, i turni, i tempi di vita e di lavoro”.
Tanti temi sui quali la Filca Cisl Umbria insiste da tempo. Emanuele Petrini, segretario generale sottolinea: “Sulla sicurezza non bisogna mai abbassare la guardia- sottolinea- . In Umbria c’è ancora molto da lavorare anche dopo la conclusione del Pnrr, in molte zone del cantiere la ricostruzione è ancora in corso ed è fondamentale un monitoraggio costante. Purtroppo, in mezzo a tante aziende che lavorano onestamente, ce ne sono alcune che non lo fanno o che utilizzano lavoratori che non conoscono l’italiano. Abbiamo gli strumenti per far rispettare la legalità: patente a punti, badge di cantiere e Durc. Le realtà virtuose vanno premiate. Serve soprattutto un cambio di mentalità: deve passare il concetto che la sicurezza non è un costo, bensì un valore aggiunto per le aziende, perché rende i lavoratori più produttivi. Inoltre l’impennata di infortuni e malattie professionali, segnala che dobbiamo investire su questo aspetto di prevenzione, che è fortemente carente”