Presto calcestruzzo e malta dal filler artificiale e riciclabile realizzato con scorie Ast – VIDEO

Presto calcestruzzo e malta dal filler artificiale e riciclabile realizzato con scorie Ast – VIDEO

Asfalto dall’asfalto, ma non solo. Anche l’edilizia classica si appresta a beneficiare del progetto End of Waste, che partendo da Terni potrebbe presto diventare un modello di sostenibilità. Avevamo già dato conto dei risultati dei test effettuati lungo la SS209 Valnerina relativi al progetto “End of Waste”, avviato da Arpa e Tapojärvi Oj sul progetto di riutilizzo sostenibile delle scorie prodotte da Ast per la realizzazione di filler artificiale ovvero di asfalto ecosostenibile per le strade.

Esito positivo per i test che ha dato così l’avvio alla fase 2. Presso la sede Arpa di Terni sono stati presentati i risultati: non solo con le scorie Ast può essere realizzato asfalto ecosostenibile, ma questo stesso filler, una volta fresato, può essere realizzato del nuovo filler, o “conglomerato bituminoso”.

“Quello che abbiamo fatto – spiega Caterina Austeri, direttrice del dipartimento Terni-Orvieto di Arpa Umbria– è prelevare sei diversi campioni, tre con filler naturale e tre col filler artificiale, abbiamo effettuato i test cessione e confrontato i dati con i decreti End of Waste del settore inerti: il risultato è che questo materiale potrà quindi, in un’ottica virtuosa di economia circolare, essere utilizzato al fine di produrre “granulato di conglomerato bituminoso” per la realizzazione di miscele bituminose a caldo e a freddo e costruzioni stradali”.

I campioni esaminati sono relativi a strato di usura, strato binder e misto di asfalto realizzato con filler naturale (3 campioni) e a strato di usura, strato binder e misto di asfalto realizzato con filler proveniente dalla scoria Tapojärvi (3 campioni): “Il recupero di tali scorie, a valle della fase di estrazione dei metalli – è stato spiegato – in un’ottica di economia circolare, consente di diminuire l’utilizzo della discarica aziendale e allo stesso tempo di fornire un materiale per la produzione di conglomerato bituminoso alternativo a quello naturale estratto dalle cave (con notevole riduzione dell’anidride carbonica e del consumo di suolo)”. In sostanza si crea della nuova materia prima “seconda” dalla rilavorazione di questo filler artificiale.

Non soltanto asfalto

Ma la notizia ancora più importante, in chiave sostenibilità l’ha data Martti Kaikkonen, ad di Tapojärvi Oj Italia: “Contiamo presto di utilizzare questo filler anche in altri prodotti, come il calcestruzzo e la malta isolante. Abbiamo già iniziato a commercializzare il filler: dall’Umbria parte un progetto che è destinato a crescere ed essere esportato anche nel resto d’Italia e nel Sud Europa”. Le prime commesse, per la multinazionale finlandese, sarebbero arrivate proprio sul fronte della malta isolante.

Si va dunque verso un’edilizia sempre più sostenibile e la Regione Umbria tende una mano in questo senso. L’assessore allo sviluppo economico Francesco De Rebotti, presente alla presentazione dei risultati, ha infatti annunciato di voler coinvolgere tutti gli attori coinvolti  in quest’ambito a cominciare ad Anas: “La nostra richiesta sarà quella di chiedere che nei capitolati per la realizzazione di grandi strade venga inserito l’utilizzo di questo asfalto, come forma di premialità per le imprese che lo faranno”. Identico impegno, come tramite col Governo, ha preso il consigliere regionale Enrico Melasecche, predecessore in Regione di De Rebotti e motore del progetto End of Waste: “Cominceremo interlocuzioni in questo senso – ha detto – perché questa grande occasione non vada sprecata”.

Alla presentazione degli esiti del progetto erano presenti anche Massimo Perari, commissario regionale di Arpa Umbria, l’assessore allo sviluppo economico del Comune di Terni Sergio Cardinali, l’amministratore delegato di Arvedi Ast Dimitri Menecali e una rappresentanza degli studenti di Its Umbria Academy dei corsi ternani.