Zes e Pmi in Umbria: “Sia strumento per costruire occupazione stabile e di qualità”

Zes e Pmi in Umbria: “Sia strumento per costruire occupazione stabile e di qualità”

“La Zes è  uno strumento importante per rilanciare il tessuto economico e produttivo, soprattutto nelle piccole  e medie imprese, che in Umbria rappresentano il 95 per cento del tessuto economico e produttivo. Ma non deve essere considerata solo per l’aspetto fiscale, ma deve essere inserita in  un progetto per riscrivere un nuovo modello di politica industriale e di coesione sociale”.

A dirlo è stato Angelo Manzotti, segretario generale di Cisl Umbria nell’ambito del convegno Zes Umbria – Un’opportunità per le Pmi”, organizzato insieme alla Camera di Commercio presso la sede dell’ente camerale.

Leva per lo sviluppo del territorio

Secondo la Cisl Umbria, semplificare deve essere finalizzato alla creazione di lavoro qualificato, trattenere i giovani e riportare al  centro un’idea di crescita stabile e di qualità.  Concetti che ovviamente sottoscrive anche la Filca Cisl Umbria, presente con una delegazione al convegno perugino.

“La Zes deve essere una leva – sottolinea il segretario generale Emanuele Petrini- per generale occupazione stabile e di qualità, soprattutto per i giovani, incentivando nuove attività imprenditoriali e favorendo il rientro di competenze che per mancanza di opportunità avevano scelto di andare a lavorare lontano dall’Umbria o addirittura dall’Italia: questa misura, se sfruttata al meglio delle sue potenzialità, può servire quindi per costruire un ambiente favorevole all’innovazione e al lavoro qualificato, superando la precarietà che oggi caratterizza molte aree della regione”

Il pensiero va ovviamente alle aree interne, ma anche a quelle del cratere sisma, che stanno affrontando l’impatto di una ricostruzione infrastrutturale, combattendo però con un rischio di spopolamento: “La ricostruzione e la rigenerazione urbana sono leve importanti, ma non sufficienti: bisogna ragionare pensando al futuro. Le aree interne vanno valorizzate e rese attrattive, sia per i giovani che vi abitano sia per eventuali nuovi soggetti che possono affacciarsi sul territorio”, aggiunge.

Anche per questo la Cisl plaude all’iniziativa della Regione Umbria, insieme con le Marche, per l’estensione dei benefici della Zes a tutti i comuni della Regione e non solo ad alcuni. In particolare, la presidente di Regione Stefania Proietti ha parlato di una “fase nuova”, chiedendo a  istituzioni e imprese di cogliere “a pieno regime” le opportunità della Zes: “Basta parlare di Zes a macchia di leopardo- ha sottolineato la Proietti – perché si tratta di uno strumento fondamentale. La semplificazione amministrativa significa la chiave per togliere ‘le manette’ alle nostre imprese, alle partite Iva, agli inventori, agli innovatori. Mentre altri Paesi, rispetto ai quali non abbiamo da niente da invidiare in termini di genio creativo, queste ‘manette’ non ce l’hanno e viaggiano più veloce di noi. La semplificazione e la capacità di accompagnare gli investimenti saranno elementi decisivi per trasformare questa misura in sviluppo reale per il territorio perché l’opportunità offerta dalla Zes può aiutarci su tutti i 92 comuni dell’Umbria. Perché ci aiuta ad avere certezza dei tempi di autorizzazione, costruzione, realizzazione dei progetti”

Sbarra: “Passaggio strategico per attrarre investimenti”

L’intervento più atteso e più politico è stato però quello del sottosegretario alla Presidenza del
Consiglio Luigi Sbarra, già segretario della Cisl Nazionale che ha collocato l’estensione della Zes a Umbria e Marche dentro una strategia nazionale di attrazione degli investimenti. “ Si tratta- ha sottolineato di un passaggio strategico per creare condizioni di maggiore attrattività degli investimenti, nei territori, nelle filiere”. Sbarra ha ricordato che l’allargamento è stato “fortemente voluto dal Governo” per far ripartire investimenti, Pil, occupazione ed export, citando poi i numeri che, a suo giudizio, certificano il valore dello strumento: “20 miliardi di investimenti privati a fronte di 6 miliardi di stanziamenti e di sostegno pubblico. Quasi 50 mila nuovi posti di lavoro”. Anche il 2026, ha aggiunto, mostra segnali rilevanti: “quasi 200 autorizzazioni uniche, un miliardo e mezzo di investimenti con quasi 4 mila nuovi posti di lavoro”. Il messaggio finale è stato chiaro: creare, anche nel cuore produttivo dell’Italia centrale, condizioni nuove di crescita, politica industriale attiva e sostegno operativo alle imprese.
È da qui che il convegno esce con il suo messaggio più netto. La Zes, per l’Umbria ora c’è, La sfida adesso è farla funzionare perchè renda al meglio”.