Umbria e Marche fanno rete per la Zes. Petrini: “Bene, ma serve piano per l’edilizia”

Umbria e Marche fanno rete per la Zes. Petrini: “Bene, ma serve piano per l’edilizia”

I presidenti delle regioni Umbria e Marche, Stefania Proietti e Francesco Acquaroli, hanno avviato un dialogo diretto con Bruxelles per modificare la carta degli aiuti a finalità regionale. La lettera indirizzata a Teresa Ribera, vice presidente esecutiva della Commissione Europea e commissaria alla Concorrenza, punta a estendere i benefici della Zes Unica (Zona economica speciale) a un numero maggiore di comuni delle due regioni. L’iniziativa arriva dopo l’inclusione ufficiale di Umbria e Marche nella Zes attraverso la legge 71, che ha riconosciuto alle regioni in transizione nuove opportunità di sviluppo economico.

La Zes Unica consente attualmente a tutte le imprese delle due regioni di beneficiare della semplificazione amministrativa, mentre le agevolazioni fiscali sotto forma di credito d’imposta sono riservate solo alle imprese situate nei comuni rientranti nella Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027. In Umbria sono state presentate 92 domande che hanno generato investimenti per 59,8 milioni di euro, con un credito d’imposta complessivo di 14,7 milioni di euro.

L’obiettivo della richiesta europea è esplorare una possibile modifica della carta degli aiuti mantenendo invariati alcuni indicatori, per garantire coerenza con le finalità originarie dello strumento. I due presidenti regionali ritengono che un ampliamento dei comuni beneficiari possa massimizzare le opportunità della Zes Unica, sostenendo il rilancio economico e sociale dei territori in transizione.

Il Consiglio regionale dell’Umbria ha in proposito approvato all’unanimità una mozione che impegna la Giunta regionale a promuovere l’inserimento dei comuni umbri attualmente esclusi ma che presentano requisiti coerenti con i parametri europei sugli aiuti di Stato. La mozione prevede inoltre il coinvolgimento sistematico di comuni, associazioni di categoria, consorzi industriali e realtà produttive nella definizione delle proposte di ampliamento.

Filca: passo importante, ma non basta

Emanuele Petrini, segretario della Filca Cisl Umbria, è intervenuto più volte sul tema sottolineando l’importanza di valorizzare le aree interne per renderle attrattive. “La ricostruzione e la rigenerazione urbana sono leve importanti, ma non sufficienti: bisogna ragionare pensando al futuro. Le aree interne vanno valorizzate e rese attrattive, sia per i giovani che vi abitano sia per eventuali nuovi soggetti che possono affacciarsi sul territorio”, ha dichiarato Petrini.

Il segretario sottolinea come il successo della Zes dipenda dal potenziamento delle infrastrutture fisiche e digitali, condizione necessaria per attrarre investimenti e migliorare la competitività delle imprese. “Serve un vero e proprio Piano Industriale dell’Edilizia, capace di garantire stabilità e sviluppo al settore nel lungo periodo”, spiega, puntando l’indice sull’importanza di un piano di investimenti pubblici e privati che favorisca sicurezza e sostenibilità.

Per la Filca Cisl, l’ingresso dell’Umbria nella Zona Economica Speciale rappresenta una svolta strategica che deve essere integrata con le risorse del Pnrr (che però finiranno a Giugno), i fondi europei e le politiche attive regionali. “La ricostruzione post-sismica diventi un progetto sociale e territoriale condiviso, con cantieri sicuri e regolari e il rispetto dei contratti e della legalità e sia la spinta per una crescita economica”

“La Zes, sia per la ricostruzione post sisma che in generale deve essere un’occasione di rilancio economico, le risorse pubbliche devono sostenere l’impresa sana, l’occupazione stabile e l’innovazione”, sottolinea della Filca. Il sindacato richiede il coinvolgimento strutturale delle parti sociali nei tavoli di ricostruzione e investimenti su competenze, giovani, Its e riqualificazione professionale per restituire futuro alle comunità in difficoltà.