Testo unico edilizia: firmato il contratto collettivo che mette ordine nel comparto

Testo unico edilizia: firmato il contratto collettivo che mette ordine nel comparto

La sede di Ance ha ospitato la firma del testo unico del contratto collettivo nazionale di lavoro dell’edilizia, il documento che recepisce e sistematizza il rinnovo sottoscritto lo scorso 21 febbraio 2025. Alla cerimonia erano presenti la presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili, Federica Brancaccio, e i segretari generali dei tre principali sindacati di categoria: Mauro Franzolini (FenealUil), Ottavio De Luca (Filca Cisl) e Antonio Di Franco (Fillea Cgil). L’operazione risponde all’esigenza di rendere il contratto più leggibile e applicabile, in un settore esposto alla concorrenza sleale di contratti non rappresentativi.

Un testo che riordina anni di accordi

Il documento non introduce nuove norme, ma svolge una funzione essenziale di consolidamento normativo: riunisce in un unico testo il verbale di stipula, il rinnovo contrattuale del 2025 e tutti gli accordi successivi, mettendo a sistema disposizioni sedimentate nel corso degli anni. La struttura copre sia la parte economica — aumenti salariali e minimi retributivi — sia quella normativa, che regolamenta orari di lavoro, ferie e permessi.

L’obiettivo dichiarato è rendere più immediata la lettura delle innovazioni introdotte con l’ultimo rinnovo rispetto agli accordi pregressi, consentendo a imprese e lavoratori di applicare correttamente le disposizioni contrattuali senza dover ricostruire a posteriori l’evoluzione normativa.

Welfare, sicurezza e lotta al dumping: i tre pilastri

Tra i contenuti di maggiore rilievo del testo unico emergono tre aree tematiche prioritarie.

Il primo riguarda il rafforzamento del welfare e delle tutele: il documento mette in evidenza i traguardi raggiunti dal sistema bilaterale edile negli anni recenti, valorizzando gli strumenti a supporto dei lavoratori già esistenti e rendendone più visibile la portata concreta.

Il secondo pilastro è la sicurezza nei cantieri, confermata come tema centrale e prioritario per il comparto. Il testo ribadisce standard rigorosi per la tutela della salute, in coerenza con l’approccio che ha sempre caratterizzato la contrattazione collettiva del settore edilizio.

Il terzo asse riguarda il contrasto al dumping contrattuale, fenomeno che penalizza le imprese regolari e i lavoratori attraverso la concorrenza basata sul ribasso di salari e tutele. Il ccnl dell’edilizia si configura esplicitamente come uno strumento di presidio della qualità del lavoro e della legalità nel settore.

Petrini: bilateralità e certezze al centro

Emanuele Petrini, segretario generale della Filca Cisl Umbria esprime soddisfazione e sottolinea: “Uno degli elementi che il testo unico intende valorizzare con maggiore efficacia è proprio il modello bilaterale, che nel settore edile ha una tradizione consolidata. Il documento punta a rendere più visibili i progressi compiuti dal sistema bilaterale negli ultimi anni, sottolineando come questo approccio rappresenti un valore aggiunto sia per le imprese associate sia per i lavoratori.

In un contesto in cui la proliferazione di contratti non rappresentativi mette sotto pressione i ccnl più strutturati, la pubblicazione di un testo unico coerente e aggiornato assume anche una valenza simbolica e politica: certificare che la contrattazione collettiva di qualità resta un punto di riferimento certo per l’intero comparto. Concetto che vale dovunque, ma ancora di più in Umbria, dove c’è molto da fare nell’area del cratere sisma e molti cantieri nati col Pnrr sono ancora aperti e adesso bisogna accelerare per non perdere i fondi”

Potete consultare il testo unico nella nostra pagina dedicata, a questo link