Sicurezza, il monito della Filca Cisl dopo gli incidenti: “Non ha colori politici, è una responsabilità collettiva”

Sicurezza, il monito della Filca Cisl dopo gli incidenti: “Non ha colori politici, è una responsabilità collettiva”

Le recenti tragedie a Roma e Padova, con due operai edili morti, dei quali uno giovanissimo, riaccendono il problema della sicurezza. Il segretario generale Filca Cisl Umbria Ottavio De Luca ne ha parlato in un intervento al Quotidiano Nazionale, sottolineando come sia necessario che la politica tutta prenda coscienza del problema

“Non servono demagogia, polemiche o la ricerca immediata di un colpevole politico – sottolinea De Luca-  La sicurezza sul lavoro non è di destra o di sinistra, né dipende dal colore del Governo: è una responsabilità collettiva e nell’edilizia deve diventare un sistema. Nei cantieri cambiano lavorazioni, imprese e addetti; convivono appalti e subappalti, professionalità e rischi differenti. La prevenzione non può limitarsi al rispetto formale delle norme: serve una cultura della sicurezza e della percezione del rischio che accompagni ogni giorno lavoratori e imprese”.

Fondamentale, come spiega, il ruolo della bilateralità ma anche quello di RLS e RLST che “devono poter svolgere pienamente la loro funzione preventiva e gli enti bilaterali essere presidi di qualità, regolarità e sicurezza”

Anche in Umbria premiare virtuosi e cambiare mentalità

Il pensiero non può non andare all’Umbria, regione che paga un conto salatissimo. Il segretario generale regionale Filca Emanuele Petrini rilancia: “Sulla sicurezza non bisogna mai abbassare la guardia- sottolinea- . In Umbria c’è ancora molto da lavorare anche dopo la conclusione del Pnrr, in molte zone del cantiere la ricostruzione è ancora in corso ed è fondamentale un monitoraggio costante. Purtroppo, in mezzo a tante aziende che lavorano onestamente, ce ne sono alcune che utilizzano lavoratori che non conoscono la nostra lingua e quindi le norme di sicurezza. Noi abbiamo il dovere di premiare le imprese che investono in formazione, tecnologie, organizzazione e tutela dei lavoratori: non possono essere messe sullo stesso piano di chi considera la prevenzione un costo da comprimere. Gli strumenti ci sono: la patente a punti e il badge di cantiere, o anche il Durc, diventato fondamentale contro l’irregolarità e per qualificare il settore. Ma quello che più occorre è un cambio di mentalità: quello che deve passare è il concetto che la sicurezza non è un costo bensì un valore aggiunto: un’azienda che mette i suoi dipendenti in condizioni di lavorare in sicurezza non può che trarre benefici da questo”

Troppi cantieri per una sola persona

De Luca aggiunge poi una riflessione sulle figure di coordinamento: “Una persona può seguire contemporaneamente sette, dieci cantieri garantendo ovunque la stessa attenzione? Non significa attribuire preventivamente responsabilità, ma interrogarsi sull’organizzazione della prevenzione. Un cantiere sicuro richiede presenza, conoscenza quotidiana delle lavorazioni e capacità di intervenire prima che il rischio diventi incidente. La patente a crediti è un punto di partenza, non di arrivo: va perfezionata per misurare la reale qualificazione delle imprese”.

La sicurezza si costruisce ogni giorno

E conclude: “Come Filca crediamo in questa strada: bilateralità, formazione, qualificazione delle imprese, partecipazione dei lavoratori, RLS e RLST più forti, efficaci e migliore organizzazione dei cantieri. Al centro restano prevenzione e percezione del rischio. La sicurezza non si costruisce il giorno dopo una tragedia, ma ogni mattina, prima che il lavoratore entri in cantiere”.