Ricostruzione sisma, Laureti: “A Castelluccio ancora tanto da fare”- VIDEO
Il nostro giro nei cantieri approda a Castelluccio di Norcia. A 10 anni dalle scosse, la situazione è ancora molto in evoluzione. Nonostante la spinta fornita dal commissario alla ricostruzione Castelli, si procede a strappi. Un pò per le condizioni meteo, che consentono di lavorare soltanto in alcuni mesi, un pò perchè si va molto lenti per la burocrazia
“Questo è il più grande cantiere d’Europa – spiega Emanuele Laureti, della Filca Cisl Spoleto– e servirebbe uno slancio. Putroppo se la ricostruzione privata è al 60 percento, tutto il resto è ancora molto indietro, come si può vedere anche dal borgo alle nostre spalle. La burocrazia non riesce a snellire le pratiche e in più manca ancora tanta manodopera per mandare avanti i cantieri con velocità, considerando che il tempo qui permette di lavorare solo alcuni mesi l’anno”.
Attenzione ai nuovi schiavi
Poi c’è un’altra questione: “Stanno arrivando tante aziende da fuori per lavorare qui – sottolinea- Il nostro ruolo come sindacato è vigilare, perchè ci sono tanti controlli, ci sono strumenti come il badge di cantiere e la patente a punti che premiano i virtuosi, ma purtroppo dobbiamo registrare anche tanto lavoro irregolare. Ci sono tantissimi ragazzi stranieri che vengono portati a lavorare qui, spesso senza conoscere l’italiano e quindi le normative sul lavoro. E quindi vengono sfruttati: purtroppo sono i nuovi schiavi. Il risultato è uno sfruttamento, ma anche diverse interdittive antimafia. Questi ragazzi spesso non denunciano perchè sono ostaggi dei contratti di lavoro, pur di restare in Italia, di mantenere il permesso di soggiorno”.
Le soluzione antisisma
Mentre a 10 anni ancora tanti vivono nelle casette Sae, i lavori nel borgo simbolo dei Sibillini procedono per realizzare, con un investimento di 68 milioni, un intervento ingegneristico unico al mondo: il paese poggerà su una grande piastra antisismica dotata di isolatori, sulla quale verranno ricostruiti edifici pubblici: “Si tratta di un meccanismo già sperimentato in Giappone: sono piastre con diffusori che in caso di scosse attutiscono il colpo, impedendo alle strutture di crollare. Si spera, con questo, di preservare Castelluccio per le generazioni a venire”




















