Petrini all’evento Cisl Fp sul post sisma: “Ricostruire è diverso da costruire, maestranze formate sono essenziali”

Petrini all’evento Cisl Fp sul post sisma: “Ricostruire è diverso da costruire, maestranze formate sono essenziali”

Il segretario generale Filca Cisl Umbria Emanuele Petrini ha preso parte, insieme al segretario Roberto Bulletti a “di “Le mani che ricostruiscono meritano un futuro certo”, tavola rotonda organizzata da Cisl Umbria e Cisl Fp Umbria all’Auditorium Santa Chiara di Cascia.

Il tema è quello della stabilizzazione dei lavoratori precari che stanno operando nella zona del cratere sisma. Punto di partenza dell’incontro gli emendamenti presentati dalla Cisl al decreto pubblica amministrazione (poi Decreto Omnibus) per estendere  la stabilizzazione dei precari a tutti i comuni del cratere sisma e una copertura economica statale dedicata per finanziare l’assunzione a tempo indeterminato negli enti locali terremotati. Emendamenti che non sono passati e che ora Cisl e Cisl Fp sperano possano essere inseriti nel decreto Milleproroghe.

Petrini ha preso parte al secondo panel intitolato “Servizi pubblici, comunità e coesione sociale” insieme al sindaco di Cascia Mario De Carolis; Pierluigi Persichini, segretario regionale della Cisl Fp Marche responsabile per i territori di Fermo e Ascoli Piceno; Giovanni Fusco, segretario generale Fp Cisl Roma Capitale Rieti e Lucia Cristofaro, Rsu fp Cisl del Comune di Cascia.

L’intervento di Petrini

Ecco di seguito l’intervento intero del segretario Petrini:

Il tema della ricostruzione è un tema trasversale che riguarda la realtà dei territori, passaggio per passaggio, portando avanti l’incontro con le varie organizzazioni. In questo momento vorrei fare un quadro di insieme rispetto alle esigenze dell’Umbria, che riguardano sia gli aspetti tecnici e di stabilizzazione, sia le persone e i nostri bisogni quotidiani.

Questa ricostruzione la stiamo seguendo fin dal terremoto del 1997 con i primi controlli. Ci sono temi fondamentali: quando parliamo di ricostruzione bisogna valutare molti aspetti, partendo dalla fragilità delle persone e dalla bellezza del territorio in Umbria, per poi portare avanti la gestione della sicurezza sui luoghi di lavoro.

Con la Cisl Umbria e con le altre organizzazioni, ci siamo spesso confrontati mettendo al centro la sicurezza dei lavoratori. Conosciamo la massa di lavoratori impiegata e i rischi connessi: quando parliamo di cifre e cantieri importanti, il rischio di infiltrazioni o di incidenti è sempre dietro l’angolo. Per questo siamo partiti con un’attenzione particolare sulla tracciabilità nei cantieri, garantendo un controllo preciso di chi entra e chi esce, e questo ha già dato ottimi segnali.

Vorrei ringraziare il nostro segretario della Cisl e il senatore Castelli, che ci ha ascoltato accogliendo la sfida di sostenere un’architettura funzionale. Il rischio, in questi anni, era che questa ricostruzione diventasse fine a se stessa. Non bisogna guardare solo ai cantieri, ma anche alla tenuta del tessuto sociale, per evitare di creare ulteriori fragilità. L’attenzione deve essere rivolta sia al rilancio economico e al turismo di queste zone, sia alla prospettiva di chi le vive quotidianamente.

Abbiamo cercato di tutelare anche i servizi e le attività pubbliche, perché sono ciò che dà sostanza al territorio e garantisce un futuro a queste zone. La ricostruzione la stiamo portando avanti nelle varie fasi ascoltando le esigenze territoriali: le cose migliori si gestiscono insieme a chi vive il territorio ogni giorno, pensando sia alle attuali generazioni sia ai giovani che potrebbero scegliere di tornare a vivere qui.

Su questo abbiamo grandi sfide da affrontare. Molte persone hanno messo a disposizione la propria forza e volontà per proporre progetti, ma c’è anche il tema della professionalità. Vorrei fare una citazione: ricostruire è diverso da costruire. La ricostruzione richiede maestranze e competenze altamente professionali. Lo vediamo anche attraverso la formazione e la gestione della sicurezza nei cantieri. Formare le persone e strutturare le aziende — non solo le grandi imprese, ma anche quelle più piccole — fa sì che la sicurezza diventi un elemento fondamentale e condiviso.

Tuttavia, tutto questo non basta se non si guarda al futuro. Bisogna far sì che le persone abbiano una prospettiva a lungo termine. Oggi parliamo di grandi cantieri, ma tra tre, quattro o cinque anni rischiamo di trovarci di fronte a un problema di spopolamento o di tenuta.

Guardiamo quindi alle infrastrutture: non solo a quelle reali e fisiche, ma anche alle infrastrutture sociali — le persone, le famiglie, i servizi essenziali — che permettono a un territorio di rimanere centrale nella nostra regione. Questa è la sfida più grande ed è qui che si concentrano le scelte che ognuno, per il proprio ruolo, dovrà compiere.

Nonostante i momenti di confronto o di difficoltà, dobbiamo continuare ad andare avanti insieme, con responsabilità e visione strategica. Di seguito l’intervento video

Gli altri panel

L’incontro è stato aperto dai saluti della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e del consigliere regionale Francesco Filipponi, del senatore Walter Verini e di Emanuele Prisco, sottosegretario all’Interno. Sono poi intervenuti il segretario generale della Cisl Fp Umbria Marcello Romeggini, con la relazione introduttiva e il senatore Guido Castelli, commissario alla ricostruzione del sisma centro Italia 2016.

Nel primo panel sono intervenuti il reggente Cisl Fp Lazio Giancarlo Cosentino e il segretari Cisl Fp di Abruzzo (Vincenzo Mennucci) e Marche (Alessandro Moretti), che hanno spiegato la situazione degli stabilizzati nei rispettivi territori. Con loro il segretario nazionale Cisl Fp Diego Truffa.

Il terzo panel ha visto protagonisti, con tema le prospettive a 10 anni dalle scosse Gianluca Fagotti, Fagotti, della direzione regionale Governo territorio Regione Umbria e Massimo Messi, sindaco di Preci e presidente del BIM Bacino Imbrifero e Montano Nera e Velino. Conclusioni affidate al segretario nazionale Cisl Fp Diego Truffa.