Ancora un altro morto in cantiere, Petrini: “Non abbassare la guardia sulla sicurezza”

Ancora un altro morto in cantiere, Petrini: “Non abbassare la guardia sulla sicurezza”

L’ultima triste vicenda di attualità, con l’ennesimo morto sul lavoro, un sessantenne di Deruta titolare di una ditta di costruzioni, riporta nuovamente all’attenzione il tema della sicurezza. L’Umbria continua a pagare un conto molto salato.

Il segretario generale Filca Cisl Umbria Emanuele Petrini rilancia sull’argomento: “Sulla sicurezza non bisogna mai abbassare la guardia, come testimonia purtroppo l’ultimo episodio. In Umbria c’è ancora molto da lavorare anche dopo la conclusione del Pnrr, in molte zone del cantiere la ricostruzione è ancora in corso ed è fondamentale un monitoraggio costante. Purtroppo, in mezzo a tante aziende che lavorano onestamente, ce ne sono alcune che utilizzano lavoratori che non conoscono la nostra lingua e quindi le norme di sicurezza. Gli strumenti come la patente a punti o il badge di cantiere, che per primi come Filca e Cisl abbiamo promosso nelle zone sisma, sono estremamente utili per premiare le realtà virtuose su questo fronte. Per questo ne chiediamo l’estensione anche fuori dal cratere. Occorre poi continuare ad investire sulla formazione e sul cambio di mentalità: deve passare il concetto che la sicurezza non è mai un costo, bensì un valore aggiunto, perchè un’azienda che mette i suoi dipendenti in condizione di lavorare nella massima sicurezza sarà più produttiva”.

Tutti temi che vengono portati, insieme ad altri, al tavolo delle costruzioni: “Lo abbiamo riattivato recentemente- dice Petrini – Insieme alle aziende, insieme agli organi dei consulenti del lavoro o dei geometri, architetti, cerchiamo in qualche modo di mettere al centro della discussione quello che sarà il nuovo settore delle costruzioni. E la sicurezza resta uno dei temi centrali. Abbiamo l’obbligo di mettere in campo soluzioni per una programmazione che guardino a quello che sarà il futuro delle costruzioni qui ai prossimi anni. Bisogna farlo tutti insieme, mettendo però sempre al centro prima l’uomo e il lavoratore: situazioni come quelle di Deruta confermano che c’è ancora da fare. Il Pnrr è finito, ma adesso c’è la Zes come grande occasione di sviluppo. Dobbiamo fare in modo che si trasformi in una leva economica alimentata da sostenibilità, sicurezza e lavoro di qualità”.