Le proposte della Filca Cisl per superare il Pnrr e rilanciare il comparto edile

Le proposte della Filca Cisl per superare il Pnrr e rilanciare il comparto edile

Quattro idee semplici per rilanciare il comparto edile dopo la fine del Pnrr e dell’onda lunga del Superbonus. La Filca Cisl le ha delineate in una intervista che il segretario generale nazionale Ottavio De Luca ha rilasciato al Quotidiano Nazionale.


“La nostra proposta – sottolinea-  si basa su quattro pilastri: i primi due sono il Piano casa e la rigenerazione urbana. Sul primo punto stiamo seguendo con grande attenzione le novità del Governo. Le risorse messe a disposizione sono un elemento importante, ma riteniamo indispensabile il ricorso a forme di partenariato pubblico-privato e in generale riteniamo indispensabile l’investimento di risorse “dormienti”, come quelle dei fondi di previdenza complementare. Parliamo di miliardi a disposizione del comparto, in grado di affrontare l’emergenza abitativa, un tema sempre attuale. Sulla rigenerazione urbana aspettiamo il varo della legge: intervenire sulle periferie, agire contro il degrado e a favore soprattutto delle zone più popolari è la vera priorità, in uno schema chiaro di coordinamento tra territorio e struttura nazionale.

Poi c’è la messa in sicurezza del territorio, dal rischio idrogeologico: una vera emergenza nazionale. Secondo il rapporto Ispra ben il 94,5% dei Comuni italiani è esposto a frane, alluvioni, erosione costiera o valanghe. Parliamo di milioni di cittadini ai quali bisogna garantire la sicurezza”

Un tema, questo, molto sentito anche in Umbria, come ricorda il segretario generale  regionale Emanuele Petrini: “Il nostro patrimonio immobiliare, come quello del resto del Paese– vede la maggior parte degli edifici costruiti prima del 1974, quando quando ancora non erano in vigore i capitolati antisismici, e rappresenta circa il 70 percento del costruito. Per cui è necessario incentivare interventi di ristrutturazione, rinnovo, demolizione e ricostruzione del patrimonio edilizio. Da tempo, come Filca Cisl Umbria proponiamo una strategia di rilancio basata su investimenti strutturali che puntino alla rigenerazione urbana, ancora più centrali in una regione come l’Umbria a forte rischio idrogeologico. Oltre a questo, vanno previsti interventi di rigenerazione urbana che puntino al rilancio delle aree interne”

Infine, le infrastrutture: “A chi ne fa una questione di costi – spiega De Luca – ricordo che le frodi e i crediti d’imposta fittizi legati al Superbonus e agli altri bonus edilizi ci sono costati 18 miliardi di euro, una cifra astronomica. La crescita di molti Paesi europei, penso a Polonia, Spagna e Portogallo, è determinata proprio dagli investimenti nella rete infrastrutturale. Migliorare tempi e qualità degli spostamenti di merci e persone è un segno di civiltà. Nei prossimi anni il nostro Paese, secondo le stime, avrà bisogno di circa 580 miliardi di euro per il finanziamento di progetti strategici. L’intervento dell’Europa e il coinvolgimento di investitori privati sono indispensabili per potenziare le infrastrutture. Ma ci vuole una strategia europea: la decisione della Bce di aumentare i tassi di interesse, ad esempio, è un errore: rischia di indebolire ulteriormente l’economia europea, già provata dagli effetti della guerra”

Anche qui, l’Umbria non è da meno: “Ci sono molti collegamenti da completare, che aspettano da molto tempo – sottolinea Petrini – Penso al Nodino, alla Tre Valli, alla Orte-Civitavecchia e a molte altre realtà del territorio. Se consideriamo anche i grandi problemi che la Regione sta attraversando anche sul fronte del trasporto ferroviario, il rischio che la Regione resti isolata e molto alto”.